
Ci sono poche parole che possano servire a commentare immagini come quella qui sopra. Avrei voluto mostrarvi gli occhi di quel bambino o di altri che come lui muoiono vedendosi negati i diritti più elementari; mettervi davanti a quegli sguardi vuoti e persi nella disperazione più profonda, una disperazione senza fine o con una fine sola, sempre la stessa: Morte.
Avrei voluto farlo per scuotervi fin nell'intimo, per farvi vedere finalmente cosa succede nel mondo mentre le nostre più grandi preoccupazioni sono: "Miseriaccia! Mi si è scaricato il cellulare!" o ancora: "Chi uscirà dall'Isola? Il conte Vlad Luxuria o forse Velen Rodriguita?".
Avrei voluto farlo ma non serve, perché quella immagine fa male anche così com'è in tutta la sua spudorata realtà. Ora sapete. Muoiono! E senza aver mai potuto sorridere una sola volta, perché non se lo possono permettere.
Questo è un invito a riflettere. I bambini nelle condizioni di quello nella foto sono centinaia di migliaia in tutto il centro Africa. Più particolarmente la situazione è drammatica nella zona a cavallo tra Ciad e Sudan che prende il nome di Darfur.
In quest'area dall'inizio dei conflitti, circa 5 anni fa, sono già morte almeno 400.000 persone (a fronte delle 10.000 vittime dichiarate dal governo sudanese) ma si stima che possano essere anche di più; una media di 10.000 civili al mese tra cui appunto bambini e donne. E non sono solo mine, bombe e proiettili a seminare morte: in Darfur mancano aiuti umanitari adeguati, assistenza medica e strutture idonee. Così si muore di fame, di sete ed anche di malattie che in occidente fanno sorridere.
Per questo le cifre riportate sono destinate a crescere in maniera esponenziale mentre tutta la vicenda passa sotto silenzio. Silenzio figlio di una vigliacca omertà dei governi e dei media dei nostri paesi "democratici e civili".
E' una situazione che definire drammatica significherebbe sminuirla, ridicolizzarla. Siamo tutti responsabili di quello che accade ai nostri fratelli, in tutto il mondo. E se non volete gridare per donne stuprate e bambini depredati della dignità e della vita, io mi tiro fuori. Non voglio diventare un "essere disumano".
Avrei voluto farlo per scuotervi fin nell'intimo, per farvi vedere finalmente cosa succede nel mondo mentre le nostre più grandi preoccupazioni sono: "Miseriaccia! Mi si è scaricato il cellulare!" o ancora: "Chi uscirà dall'Isola? Il conte Vlad Luxuria o forse Velen Rodriguita?".
Avrei voluto farlo ma non serve, perché quella immagine fa male anche così com'è in tutta la sua spudorata realtà. Ora sapete. Muoiono! E senza aver mai potuto sorridere una sola volta, perché non se lo possono permettere.
Questo è un invito a riflettere. I bambini nelle condizioni di quello nella foto sono centinaia di migliaia in tutto il centro Africa. Più particolarmente la situazione è drammatica nella zona a cavallo tra Ciad e Sudan che prende il nome di Darfur.
In quest'area dall'inizio dei conflitti, circa 5 anni fa, sono già morte almeno 400.000 persone (a fronte delle 10.000 vittime dichiarate dal governo sudanese) ma si stima che possano essere anche di più; una media di 10.000 civili al mese tra cui appunto bambini e donne. E non sono solo mine, bombe e proiettili a seminare morte: in Darfur mancano aiuti umanitari adeguati, assistenza medica e strutture idonee. Così si muore di fame, di sete ed anche di malattie che in occidente fanno sorridere.
Per questo le cifre riportate sono destinate a crescere in maniera esponenziale mentre tutta la vicenda passa sotto silenzio. Silenzio figlio di una vigliacca omertà dei governi e dei media dei nostri paesi "democratici e civili".
E' una situazione che definire drammatica significherebbe sminuirla, ridicolizzarla. Siamo tutti responsabili di quello che accade ai nostri fratelli, in tutto il mondo. E se non volete gridare per donne stuprate e bambini depredati della dignità e della vita, io mi tiro fuori. Non voglio diventare un "essere disumano".
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