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martedì 18 novembre 2008

"... la guerra è bella anche se fa male..."


Ci sono poche parole che possano servire a commentare immagini come quella qui sopra. Avrei voluto mostrarvi gli occhi di quel bambino o di altri che come lui muoiono vedendosi negati i diritti più elementari; mettervi davanti a quegli sguardi vuoti e persi nella disperazione più profonda, una disperazione senza fine o con una fine sola, sempre la stessa: Morte.
Avrei voluto farlo per scuotervi fin nell'intimo, per farvi vedere finalmente cosa succede nel mondo mentre le nostre più grandi preoccupazioni sono: "Miseriaccia! Mi si è scaricato il cellulare!" o ancora: "Chi uscirà dall'Isola? Il conte Vlad Luxuria o forse Velen Rodriguita?".
Avrei voluto farlo ma non serve, perché quella immagine fa male anche così com'è in tutta la sua spudorata realtà. Ora sapete. Muoiono! E senza aver mai potuto sorridere una sola volta, perché non se lo possono permettere.
Questo è un invito a riflettere. I bambini nelle condizioni di quello nella foto sono centinaia di migliaia in tutto il centro Africa. Più particolarmente la situazione è drammatica nella zona a cavallo tra Ciad e Sudan che prende il nome di Darfur.
In quest'area dall'inizio dei conflitti, circa 5 anni fa, sono già morte almeno 400.000 persone (a fronte delle 10.000 vittime dichiarate dal governo sudanese) ma si stima che possano essere anche di più; una media di 10.000 civili al mese tra cui appunto bambini e donne. E non sono solo mine, bombe e proiettili a seminare morte: in Darfur mancano aiuti umanitari adeguati, assistenza medica e strutture idonee. Così si muore di fame, di sete ed anche di malattie che in occidente fanno sorridere.
Per questo le cifre riportate sono destinate a crescere in maniera esponenziale mentre tutta la vicenda passa sotto silenzio. Silenzio figlio di una vigliacca omertà dei governi e dei media dei nostri paesi "democratici e civili".
E' una situazione che definire drammatica significherebbe sminuirla, ridicolizzarla. Siamo tutti responsabili di quello che accade ai nostri fratelli, in tutto il mondo. E se non volete gridare per donne stuprate e bambini depredati della dignità e della vita, io mi tiro fuori. Non voglio diventare un "essere disumano".

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