
Il sapore di quelle sere
quando ti struggi in pianti infiniti
schiacciata dal peso di un amore
quello che non troverai mai;
il sapore di quelle sere
passate da sola accanto a un fuoco
a guardare quegli idioti passare
tu che vorresti un abbraccio.
E ti senti così incompresa,
mentre sospiri tra le lacrime,
non c'è nessuno al mondo
capace di guardarti dentro.
Il sapore di quelle sere
quelle così lunghe senza sapore
con un libro tra le mani
che leggi e non ti prende
perché è lontana la tua mente.
Il sapore di quelle sere
quando ti abbandoni alle fredde carezze della notte
che ti scivola sulla pelle
e non ti importa di niente.
Ti chiamano puttana
e ogni volta sbiadisci di più
perché sei sola su quella strada,
perché ti vedi vuota,
tu che guarisci i vuoti altrui.
Ti chiamano puttana
e ti bramano con ardore
quei piccoli, insignificanti nulla
a te che per poco li fai sentire tutto,
a te che ti concedi triste.
Loro esultano sopra il tuo corpo
ma tu non ci sei...
E ti chiamano puttana.
