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martedì 30 dicembre 2008

Caro, carissimo 2008... anzi impareggiabile!


E così anche questa volta siamo arrivati alla resa dei conti. Caro, carissimo 2008, è tempo di bilanci perché non si dica mai che ti lasciamo andare senza aver riconosciuto i tuoi meriti o senza aver elencato gli eventi più oscuri che ci hai regalato.
Quello che ci lasciamo alle spalle, o meglio che proviamo a lasciarci alle spalle, è stato un anno travagliato e complicato come pochi prima d'ora.

E' stato l'anno dei rifiuti di Napoli che non si sapeva come smaltire anche se ora un modo simpatico si è trovato: basta dirottare i rifiuti campani in altre amene località nelle vicinanze e il gioco è fatto. Peccato che lo stratagemma ingegnoso costerà la salute a molte persone che non c'entrano niente con i rifiuti di Napoli e che in questo modo, oltre a esportare rifiuti, si esporterà anche la criminalità organizzata... ma questo in fondo è solo un piccolo, trascurabile effetto collaterale.
E' stato l'anno della caduta del Governo Prodi e dell'insediamento, dopo una vittoria indiscutibile, del Governo Berlusconi: abbiamo messo nuovamente le caramelle in mano al bambino. Scommettiamo che le mangerà tutte in men che non si dica?
E' stato l'anno delle guerre: quelle infinite in Iraq e in Afghanistan, quella terribile in Darfur, quella fresca fresca in Ossezia. E il Papa s'è prosciugato la gola a forza di inviare accorati appelli dal freddo dei marmi di San Pietro!
E' stato l'anno della liberazione di Ingrid Betancourt, l'anno del delitto di Meredith Ke
rcher che , hai visto mai, potrebbe finire come il delitto di Cogne: fra molti anni e senza certezze. Quasi a confermare che la nostra giustizia di giusto ha poco o niente.
E' stato l'anno delle morti sul lavoro. Migliaia di giovani e meno giovani hanno perso la vita svolgendo una delle attività che è garantita dalla nostra Costituzione... peccato che ci si dimentichi di far lavorare le persone (quelle fortunate che un lavoro ce l'hanno) in sicurezza.
E il Papa si sgola dal suo palazzo di cristallo affinchè qualcuno lo ascolti e ponga fine a questo scempio.
E' stato l'anno del fallimento della Lehman Brothers, del fallimento dell'intero sistema bancario, di quello del settore automobilistico, della caduta libera di Alitalia che è stata negata ad Air France che voleva acquistarla con tutti i suoi ciclopici debiti, per essere svenduta dopo la concessione di aiuti di Stato e dopo giorni di proteste e disagi per i viaggiatori, a una specie di cordata italiana che ha portato alla nascita della CAI. E' stato l'anno della recessione su scala mondiale, una recessione peggiore di quella del 1929.
E' stato l'anno delle Olimpiadi in Cina, un paese dove sono in grado di fare una d
elle cerimonie di apertura dei giochi più belle di tutti i tempi mentre pensano che i diritti umani siano una gaia invenzione pubblicitaria e dove la pena di morte si pratica come sport nazionale.
E' stato l'anno della riforma della scuola ad opera della Gelmini, autorevole Ministro che per prendere l'abilitazione ad esercitare la professione forense ha dovuto sostenere i
l relativo esame a Reggio Calabria perché nella sua Brescia non ci sarebbe mai riuscita...
E' stato l'anno di Barack Obama, il primo presidente di colore o, per fare una
colta citazione, abbronzato della storia degli USA, l'uomo che in questo clima di sconforto globale rappresenta l'unica speranza a cui aggrapparsi fortemente.
E' stato l'anno degli scontri violentissimi in Grecia e ancora dei bombardamenti nella striscia di Gaza tra Israeliani e Palestinesi i quali, non contenti dei pochi problemi che già li affliggono, si sforzano per trovarsene degli altri e solo per il gusto dell'avventura.
Dunque possiamo affermare che il 2008 è stato il solito annus horribilis, il ben noto "Anno bisesto, anno funesto"? Si e no.
Si per tutti gli accadimenti tristi elencati qui sopra e no perché in realtà qualcosa di buono è avvenuto: si è scoperto che si possono riprogrammare le cellule staminali adulte in modo tale che possano regredire fino allo stato embrionale e quindi trasformarsi in tutti i tessuti del corpo umano (scoperte che spesso fanno i nostri connazionali in altri paesi del mondo perché l'Italia si ostina a tagliare i fondi alla ricerca) aprendo nuovi orizzonti terapeutici. Sono stati individuati nuovi geni tumorali e sono stati sequenziati interi genomi dando una sferzata alla lotta contro diverse patologie, alcune delle quali gravissime. Si sono scoperti nuovi superconduttori che permetterebbero di "trasportare" l'energia elettrica senza dispersioni a temperature ben più alte di quelle a cui lavorano i superconduttori tradizionali.
Insomma caro, carissimo 2008... ci hai provato ma non ti sei applicato abbastanza. E per questo ti boccerei senza riserve ma poi succederebbe che dovresti ripetere l'anno e io francamente non me la sento: un altro anno di berlusconate, tutte quelle guerre, i morti ammazzati, i poveri che aumentano... no no. Io ti promuovo; basta che sparisci dalla mia vista!

mercoledì 17 dicembre 2008

La Scarpa che voleva liberare il mondo


"C'era una volta una Scarpa, proletaria e comunista , che apparteneva ad un umile giornalista iraqeno e che lo aveva accompagnato in molti viaggi e in numerose avventure in una terra dove, se non sai correre, muori. E muori perchè vieni inseguito da bombe intelligenti, ma talmente intelligenti che colpiscono tutto quello che capita, senza fare distinzione alcuna, così... tanto per non sbagliare. E se anche sai correre non è detto che tu non muoia perchè sei costretto a fare attenzione a dove metti i piedi per non finire su una mina e i piedi non averceli più. E in questo la Scarpa era riuscita a servire fedelmente il suo padrone, avvertendolo del pericolo che sentiva sotto al suo naso investigativo e salvandogli più volte la vita. Ma ogni volta che il padrone la scampava grazie a lei, la povera Scarpa vedeva caduti a terra tra sangue e lamenti uomini, donne, anziani e perfino bambini. E allora erano grandi le grida di dolore, fortissime le angosce nei cuori e la Scarpa si rammaricava di non poter far nulla per porre fine a quello scempio.
Un bel giorno però, venne in visita nel suo bel paese, il Regno del Petrolio, il responsabile di quanto di brutto stava accadendo in quei posti: l'onnipotente George Cuor di Leone Bush. La Scarpa venne a sapere di questa visita in pompa magna mentre la gente non aveva niente da magna' e andò su tutte le furie. Fu così che cominciò a elaborare un piano per liberare il mondo dalla peggiore delle catastrofi che gli erano capitate fino a quel momento. Parlò al suo padrone con parole soavi e convincenti e gli disse che aveva intenzione di sacrificarsi pur di rendere quel servizio all'umanità. Il padrone, sbalordito e commosso, dapprima si oppose all'insano gesto ma la Scarpa insistette così tanto che un rifiuto non fu più possibile.
E così decisero di passare all'azione. Si introdussero nelle sale reali del Regno del Petrolio ed attesero con pazienza che Cuor di Leone Bush si decidesse a concedere udienza ad alcuni dei sudditi. Il momento propizio si presentò presto. Cuor di Leone Bush stava declamando ai sudditi del Regno del Petrolio le sue intenzioni per l'avvenire, un avvenire tutto tempestato di guerra e violenze. Proprio in quel momento la Scarpa fece un cenno d'intesa al suo padrone. Questi se la sfilò dal piede e, di sottecchi, si alzò brandendo la Scarpa e la lanciò, con gesto supremo, verso Cuor di Leone Bush. La Scarpa durante il volo pensò: "Ecco. E' fatta! Solo un istante e il mondo, per mezzo di me, umile oggetto sempre ai piedi del mio padrone, sarà libero. LIBERO perdio!!!" Nemmeno il tempo che questo pensiero si dileguasse dalla sua mente e che lei aspettasse l'impatto irreparabile, che Cuor di Leone Bush, accortosi del tentativo di porre fine al suo regno di paura, si scansava con un movimento repentino e riusciva ad evitare il colpo. Per la Scarpa fu come svegliarsi da un sogno e ritrovarsi dentro un incubo. Si era sacrificata senza successo... si era divisa dal suo padrone per niente. E la cosa peggiore di tutte era che il male aveva vinto!"
E se ora vi dicessi che questa non è una favola ma è la pura realtà, voi come reagireste? Magari vi verrà da ridere a pensare che un tentativo di omicidio possa essere perpetrato per mezzo di una scarpa. Ma agli inquirenti iraqeni non è venuto da ridere affatto tant'è che il giornalista che ha lanciato le sue scarpe contro George W. Bush è stato incriminato per tentato omicidio e per vilipendio di capo di stato estero. Per quanto riguarda il tentato omicidio dico solo questo: "Ah ah ah!!!". Per quello che invece riguarda la seconda accusa mi esprimerò in parole e non in versi. Un uomo sdegnato ed esasperato perchè il capo di uno stato estero ha deciso autonomamente di invadere il suo paese, può o no esprimere in ogni modo la sua opinione in materia? Può ripagare in parte con un gesto apparentemente violento, ma che certamente non può paragonarsi alle sevizie che i soldati americani hanno riservato ai cittadini iraqeni e che tutti voi ricorderete, un uomo che ha permesso e permette che tutto quello che avviene in Iraq avvenga?
Io dico che non è solo possibile ma è anche doveroso. E intanto il giornalista non si è beccato solo accuse ma è stato anche violentemente malmenato dalla polizia iraqena che gli ha provocato la frattura degli arti superiori, l'incrinatura di alcune costole, la rottura di uno zigomo e contusioni varie su tutto il corpo. E dov'è in questo il concetto americano di "Freedom"? Ve lo dico io: l'America è libera in casa sua e in quella degli altri mentre gli altri sono liberi solo se l'America lo vuole.
E vissero tutti infelici e succubi.


venerdì 5 dicembre 2008

Social card: beffa sociale


Ebbene, per un milione di cittadini che praticamente navigano in condizioni economiche difficili è in arrivo, come saprete ormai da giorni, la cosiddetta "social card". 
Si tratta di un ammenicolo colorato e plasticoso che continene un chip. In buona sostanza somiglia sputata ad una carta di credito. Ed in effetti del credito lo da: 40 euro al mese per i soggetti che ne beneficeranno. La carta sarà destinata agli ultrasessantacinquenni con reddito da pensione che non supera i seimila euro l'anno o ancora alle famiglie con la stessa soglia di reddito che abbiano un bimbo fino ai tre anni di età.
Ma come funziona la card? Semplice: viene fornita con 80 euro di credito da spendersi in due mesi con tetto di 40 euro al massimo al mese. Dopo i due mesi la card viene ricaricata con ulteriori 80 euro. Insomma una sorta di scheda del telefonino un po' più grande del normale e che non fa effettuare chiamate. 
Vi starete domandando: dov'è la beffa in tutto questo? Ve lo spiego subito. 
Come avrete sicuramente capito, i soggetti che verranno in possesso della social card sono persone che trovano difficoltoso anche riuscire a procurarsi qulacosa da mangiare durante la normale giornata. E qui sta il punto cruciale. Intanto offrire 40 euro mensili a questi soggetti sa di ridicolo (avrebbero sicuramente potuto fare di più, magari dirottando i proventi derivanti dall'aumento dell'Iva alle pay tv a scopi sociali come quello di cui si discute); e poi un'altra questione fondamentale starà nel fatto che chi esibirà la social card nei punti vendita convenzionati e alla posta non farà altro che annunciare agli astanti e ai funzionari/commessi: "Sono povero... sono povero da far schifo!"
Non sarebbe stato più corretto dare un aumento direttamente nella pensione agli ultrasessatacinquenni beneficiari o un aumento agli assegni familiari alle famiglie meno fortunate anch'esse beneficiarie? Quanto meno si sarebbe evitata la conseguenza moralmente riprovevole e discriminante dell'annuncio sua sponte di avere difficoltà economiche paurose.
Fortunatamente quello della social card è un esperimento di durata annuale. Alla fine dell'anno venturo, infatti, il Governo deciderà se ripetere o meno l'esperienza. 
L'auspicio che si può fare è che i politici, oltre a occuparsi dell'aspetto economico della vita delle persone (cosa che peraltro fanno in modo assolutamente inadeguato), tornino a considerare anche l'aspetto della dignità delle persone. 
Avrei voluto concludere questo post con le parole "Forza Italia: ce la farai a superare anche questo!" ma poi mi sono ricordato che qualcuno, dopo aver messo le mani in pasta su tutto quanto di losco c'è nel nostro paese, ha voluto appropriarsi di quella frase per dare il nome ad un partito. Così, sconsolato più che mai, mi trovo costretto a cambiare l'incitazione in: "Italia mia: ce la farai a superare anche questo!"
       

lunedì 1 dicembre 2008

Cosa mangiamo?


La domanda è ormai sempre più pertinente. Dopo le polpette al cartone, le costine di cane spacciate per agnello, gli hamburger con escrementi di topo, i vari prodotti scaduti, riconfezionati e rivenduti, arriva il parmigiano all'aroma di roditore.
E' di oggi la notizia che il NAS dei Carabinieri di Parma ha sequestrato a Reggio Emilia ben 2.021 forme del prelibato formaggio conosciuto in tutto il mondo. Tali forme, in parte stagionate e in parte in fase di stagionatura, per un peso complessivo di 80 tonnellate e per un valore in euro pari ad 800.000 sono state sequestrate a scopo cautelare per permettere la continuazione delle indagini dal momento che 29 delle forme incriminate presentavano segni di morsi di topi.
E' stato imposto allo stesso caseificio responsabile di distruggere le 29 forme suddette. Nel corso dell'ispezione si è potuto appurare che tutto il formaggio era stivato in un ambiente assolutamente malsano con presenza di escrementi e cadaveri di topi morti.
Si può ipotizzare che se non ci fosse stato l'intervento dei Carabinieri il formaggio in questione sarebbe stato commercializzato senza nessun tipo di problema in barba alle più elementari norme igieniche.
Ma la questione qui è un'altra. Se non ci si può fidare nemmeno dei marchi che rappresentano l'eccellenza del "made in Italy" nel mondo, come si può pensare di stare tranquilli acquistando prodotti che qualitativamente offrono standard più bassi?
Siamo in presenza di un mercato sempre più saturo e di imprenditori che non sanno nemmeno cosa sia una coscienza e che pur di vendere e ricavare profitti sono disposti a sacrificare la salute pubblica. E come sempre la nostra legislazione unita alla mancanza di controlli capillari ed efficaci permette che questo possa accadere sistematicamente.
C'è bisogno di un giro di vite e che i signori che vengono "beccati" a vendere cibi sofisticati vengano messi in condizione di non poter più nuocere attraverso la comminazione di sanzioni esemplari e la revoca delle varie licenze necessarie per l'esercizio di attività che prevedano somministrazione e vendita di derrate alimentari.