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giovedì 16 luglio 2009

Una risata allunga la vita


sabato 4 luglio 2009

La ballata dei bimbi di guerra



Vorrei essere con la mia mamma,
vorrei guardare i suoi occhi di fiamma
nell'oceano dell'incertezza
avere accanto quella triste fierezza.
Ma mia madre me l'hanno strappata,
una bomba l'ha dilaniata;
le hanno fatto quest'ultimo oltraggio
senza il tempo di darmi un abbraccio.

A sette anni lo avrei voluto,
avrei voluto una spiegazione;
a sette anni mi sento perduto
di solitudine e disperazione.

Sono solo e non ho che una maglia
per coprirmi nel freddo che taglia;
sto con tanti dentro uno stanza
e sogno una casa, beata speranza.
Vorrei stare col mio bel papà
e tenergli la mano, si sa,
adesso che ne sento il bisogno
e svegliarmi da questo sogno.
Ma mio padre da martire è morto;
il Paradiso gli hanno offerto
e non poteva, ahimé, rifiutare
per non vedere suo figlio sgozzare.

A sette anni lo avrei voluto,
avrei voluto una spiegazione;
a sette anni mi sento perduto
di solitudine e disperazione.

Le età della fine



Erano i giorni del poco coraggio,
la neve, la pioggia e il verde foraggio,
guardarsi dritti negli occhi senza capire
perché dalla paura non si potesse guarire.
Dentro nel vuoto del suono rombante
c'eri già tu e io non capivo niente,
sotto alla polvere dei muri stesi per terra:
era solo uno scoppio ma sembrava la guerra.
Stretti nella notte a trattenere il respiro,
vorrei darti la vita ma ti prenderei in giro,
in un valzer che non sai ballare
ferma i sensi e lasciati andare.

Mentre la morte ti striscia addosso,
mentre la terra ricopre il tuo fosso,
penserai ancora alla luce del sole
dalla tua bocca non udranno parole.
Avrai, stella, chi con il suo pianto
dirà di te come in un canto:
racconterà ancora di ogni tuo amore,
di un momento vissuto, del più grande rancore.

Riusciranno a scordarti
ci riusciranno, lo sai.