
Da qualche giorno rimbalza su tutti i media la notizia che è stato costituito un gruppo su Facebook, il grande social network dove si incontrano milioni di persone nel mondo, che inneggia all'uccisione del nostro premier Silvio Berlusconi. Addirittura, qualche tempo fa, si è visto in giro per il web un sito che promuoveva la beatificazione del Presidente del Consiglio dei Ministri (www.berlusconibeato.com). Il sito in questione è risultato essere un semplice esperimento mediatico fondato su una provocazione.
Ciò che però preoccupa è che prima di essere morto, prima ancora di essere beato, Silvio Berlusconi riesca a fare già i primi miracoli.
E dove meglio avrebbe potuto dare sfogo alle sue capacità paranormali se non in quel di L'Aquila? Vi starete chiedendo se parlo del miracolo della moltiplicazione delle case e degli alloggi annunciato con il discorso della pianura... La risposta è: si, ma non nei termini che immaginate. Penserete che sto per elogiare Silvio per tutte le case che è riuscito a costruire fino ad oggi (peraltro non mantenendo la promessa fatta di mettere tutti gli sfollati in casa entro settembre scorso). Au contraire. Il mio vuole essere un attacco aperto alla sua politica delle bugie e della autopromozione mediatica.
Invece di dare le case promesse a tutti, Silvio si è inventato un simpatico stratagemma per cui le case classificate come categoria E e dunque a fortissimo rischio, sono diventate con una mirabolante operazione, di categoria A cioè completamente agibili.
Questa è la dura realtà con cui si stanno scontrando, anche mentre scrivo questo pezzo, moltissimi cittadini del cratere del sisma del 6 aprile scorso che pensavano, dopo mesi di vita in tenda o in albergo sulla costa abruzzese, di potersi vedere assegnato un tetto sicuro. La promessa resta un miraggio. Le case da cui sono stati tenuti lontani per mesi poiché pericolanti sono tornate all'improvviso e senza interventi di alcuna natura, perfettamente agibili.
Delle due una: o chi li ha tenuti fuori dalle proprie abitazioni ha commesso un errore madornale di valutazione all'indomani del terremoto (e allora dovrebbe pagare patendo le stesse sofferenze di chi ha dovuto vivere in tenda per 6 mesi di fila), o l'errore si sta facendo ora ed anche più grosso di quello della prima ipotesi, permettendo che le persone di L'Aquila e provincia tornino a vivere in case tutt'altro che sicure in un momento in cui lo sciame sismico è tutt'altro che finito.
Ma se fossi nei panni delle persone proprietarie delle case miracolate da Santo Silvio da Arcore, non mi preoccuperei affatto. Se il Santo taumaturgo dice che le case sono sicure certamente è perché ci penserà lui a tenerle in piedi e a far cessare le scosse.
Con buona pace di Santo Emidio...