
Erano i giorni del poco coraggio,
la neve, la pioggia e il verde foraggio,
guardarsi dritti negli occhi senza capire
perché dalla paura non si potesse guarire.
Dentro nel vuoto del suono rombante
c'eri già tu e io non capivo niente,
sotto alla polvere dei muri stesi per terra:
era solo uno scoppio ma sembrava la guerra.
Stretti nella notte a trattenere il respiro,
vorrei darti la vita ma ti prenderei in giro,
in un valzer che non sai ballare
ferma i sensi e lasciati andare.
Mentre la morte ti striscia addosso,
mentre la terra ricopre il tuo fosso,
penserai ancora alla luce del sole
dalla tua bocca non udranno parole.
Avrai, stella, chi con il suo pianto
dirà di te come in un canto:
racconterà ancora di ogni tuo amore,
di un momento vissuto, del più grande rancore.
Riusciranno a scordarti
ci riusciranno, lo sai.
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